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Le mie 101 cose - II capitolo

mercato a Battambang, Cambogia

mercato a Battambang, Cambogia

Ho deciso di pubblicare un altro capitolo che era destinato al volume della Newton Compton 101 cose da fare a Genova almeno una volta nella vita….enjoy!

Quando la filiera si fa corta: fare la spesa nei farmers’ markets di Genova

La normativa che ha imposto di segnalare sul cartellino la provenienza di frutta e verdura ci ha aperto gli occhi e ci ha fatto scoprire che, spessissimo, l’ortofrutta che compriamo ha percorso migliaia di chilometri prima di arrivare sulla nostra tavola. Nella grande distribuzione questo fenomeno assume caratteri paradossali quando scopriamo che in assortimento ci sono mele del Brasile o pere provenienti dall’Argentina. Posso capire che se voglio mangiare delle banane sarò costretta ad importarle dall’Africa e dal Sud America, ma perché far viaggiare dall’altra parte del mondo mele e pere quando esistono produzioni d’eccellenza in Trentino ed Emilia Romagna, per non parlare poi delle varietà locali ancora coltivate in Piemonte.

E’ il paradosso che investe il modello attuale di distribuzione alimentare, dai mercati alla Grande Distribuzione Organizzata: i prodotti freschi macinano chilometri su chilometri e, per arrivare in perfetta condizione sulle nostre tavole, sono spesso raccolti acerbi, e fatti maturare in cella frigorifera. Uno spreco in termini ambientali, se si pensa al carburante impiegato per far viaggiare le merci, ma anche una perdita in termini organolettici, dal momento che la frutta e gli ortaggi maturati in cella frigorifera perdono in sapore e in valori nutritivi.

Per mantenere i prezzi ad un livello accettabile poi, è chiaro che da qualche parte si debba tagliare e ciò viene fatto a monte della catena, ovvero ai produttori, che ricevono un compenso irrisorio, dal momento che, su quel prodotto, andranno ad incidere i costi di trasporto, intermediazione e distribuzione.

Che fare per evitare di consumare frutta e verdura già un po’ appassita e spesso insapore e che per di più poco non costa? Sicuramente una buona regola è quella di acquistare il più possibile nei mercati rionali: qui l’ortofrutta è in genere più fresca e venduta a prezzi più competitivi rispetto ai supermercati, la provenienza è principalmente italiana ed è più facile trovare prodotti locali e di stagione, mentre la grande distribuzione organizzata spesso, per mantenere un assortimento standard, può proporre ortaggi fuori stagione provenienti da altri Paesi. Certo il supermercato è più comodo, resta aperto sino a tardi e permette di concentrare la spesa in un unico luogo, ma a Genova, per fortuna, ogni quartiere ha un suo mercato rionale aperto anche al sabato e all’incirca fino alle 18 in settimana così che, se ci si organizza un pochino, non è difficile concentrare la spesa di ortofrutta al mercato e rivolgersi invece alla Gdo per tutto il resto: ne guadagnerete in salute e scoprirete anche di risparmiare.

Se si vuol compiere un passo ulteriore verso una spesa consapevole però, ci si può rivolgere ai farmers’ markets, ovvero a quei mercati dove è possibile acquistare direttamente dai produttori.

Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna sono ormai una consuetudine radicata, ma ultimamente stanno prendendo piede anche in Italia. Acquistare direttamente dai produttori presenta non pochi vantaggi: in primo luogo si ha la garanzia della freschezza e della salubrità di ciò che si acquista e si è sicuri di consumare un prodotto di stagione. In secondo luogo si abbattono tutti i costi, economici e ambientali, dovuti all’intermediazione: ciò che si acquista è un prodotto locale e il fatto di acquistarlo direttamente dal produttore permette a noi consumatori di pagare un prezzo più equo e per il produttore di ricevere una remunerazione più giusta per il suo lavoro.

Qualche anno fa, acquistare direttamente dai produttori era una piccola avventura: i più fortunati conoscevano qualche contadino, altri dovevano essere introdotti in qualche gruppo d’acquisto e quindi trovarsi, neanche si trattasse di una setta, il giorno x all’ora y per stabilire gli ordini e ritirare la merce….una vita non facile.

Poi i GAS, ovvero i gruppi d’acquisto solidali, sono cresciuti, si sono diffusi e hanno fatto massa critica, sensibilizzato l’opinione pubblica e così oggi sono nati i primi mercati regolari.

L’associazione Liguria Biologica, ad esempio, ne organizza in diverse zone di Genova: tutti i martedì in largo Lanfranco, il giovedì in via Cesarea e il sabato in via Sestri.
Liguria Biologica è un’associazione nata una decina di anni fa per riunire i produttori biologici e dare loro una struttura di coordinamento e rappresentanza. Il numero delle aziende associate è cresciuto e continua ad aumentare nel tempo e ad oggi Liguria Biologica riunisce circa 90 operatori distribuiti su tutto il territorio regionale. Le produzioni sono diverse e in relazione alla vocazione e alla tradizione dei singoli territori: le più diffuse sono ortaggi, basilico e piante aromatiche, olio extra vergine d’oliva, olive, piante officinali, frutta e miele. Ma è presente anche una piccola produzione di vino, cereali, e trasformati, mentre stanno aumentando le aziende agricole biologiche che producono carne, latte e trasformati del latte.

6 comments to Le mie 101 cose – II capitolo

  • chiara

    grazie! Informazioni molto utili..ora scopro “liguria Biologica”….

  • giovanna

    uh fico giusto ieri avevo letto dei mercati contadini, mo’ ci guardo!
    semmai per sestri faccio andare cinti al mattino presto per me!

  • La vali

    Il sito è http://www.liguriabiologica.it/
    spero che le info sui mercatini siano aggiornate avevo anche messo un pezzo su BioLoggia il mercatino del biologico che si tiene alla Loggia dei Mercanti in Piazza Banchi e che dovrebbe essere, teoricamente, ogni 2 sabati, ma non si trovano notizie aggiornate in merito, quindi l’ho tagliato onde evitare di dare info sbagliate

  • giovanna

    c’è, c’è!
    ci prendo senpre le mele quando passo! 1.70 al kg (mi pare) e sono buonissime! più piccole di quelle del super… ma non c’è paragone!

  • giovanna

    c’è, c’è!
    ci prendo senpre le mele quando passo! 1.70 al kg (mi pare) e sono buonissime! più piccole di quelle del super… ma non c’è paragone! e poi è anche nella via adiacente!

  • chiara

    MA CACCHIO l’unico fattibile è quello a Sestri??? proprio vero che a sestri P sono avanti…..
    bhe Giò…dobbiamo andare un sabato pome alla Loggia a fare il pieno…